Telefono e Fax
Tel: 0523-384131 Fax: 0523-332032

Banca d'Italia, la tensione sulle materie prime complica la ripresa economica

Mercoledì 27/10/2021

a cura di Dott. Gianmaria Vianova


L'economia italiana continua a crescere con un buon ritmo, sebbene gli indicatori anticipatori comincino a registrare un fisiologico rallentamento nell'ultima parte del 2021. È ciò che si desume dal bollettino economico di Banca d'Italia pubblicato lo scorso 22 ottobre. Palazzo Koch stima che nel terzo trimestre la crescita del Pil sia stata superiore al 2%, sebbene a settembre l'indicatore Ita-coin abbia registrato timidi segnali di cedimento: "L'indicatore Ita-coin è sceso, pur restando largamente positivo; tale andamento risente in parte dei problemi di approvvigionamento delle imprese manifatturiere, mentre la domanda ha fornito un contributo positivo", si legge nella nota.

In effetti nel suo ultimo bollettino economico Banca d'Italia dedica ampio spazio al tema dell'approvvigionamento delle materie prime. Stando ad un suo sondaggio condotto tra il 26 agosto e il 16 settembre su 1.500 imprese, buona parte delle aziende ritiene che la situazione economica sia migliorata rispetto alla scorsa primavera, ma un'altra consistente parte considera rilevante il problema della crisi energetica e dell'approvvigionamento dei materiali necessari a portare avanti la propria attività. Il numero di imprese che prevede un aumento della domanda per i propri prodotti nel prossimo trimestre è superiore a quello delle imprese più "negative". C'è però un ostacolo notevole tra la domanda di prodotti e la capacità di soddisfare questa domanda: la mancanza di materiale da "trasformare".

Stando al sondaggio di Banca d'Italia l'andamento dei prezzi dell'energia, petrolio in primis, rappresenta un fattore di incertezza mentre l'indisponibilità di input intermedi viene classificata come "il più rilevante fattore di ostacolo per l'attività delle imprese dell'industria in senso stretto". Circa il 20% delle aziende di servizi ha incontrato difficoltà nel reperire gli input produttivi nei primi nove mesi del 2021. Percentuale che si alza al 60% per il campione delle sole aziende appartenenti all'industria in senso stretto, specialmente nei comparti della chimica, della gomma, della plastica e della metalmeccanica. Per coloro che sono riusciti a reperire ed acquistare il materiale sopraggiunge però un altro fattore avverso alla crescita e la ripresa economica: circa l'80% delle aziende con difficoltà nel reperimento (che si è compreso appartenere principalmente all'industria)  ha segnalato rincari durante la fase degli acquisti. Il 70% di queste invece avrebbe parlato di indisponibilità, così come di ritardi legati ai tempi di lavorazione dei fornitori o i tempi di trasporto.

Come rivelato dagli ultimi dati sui prezzi, l'aumento del costo delle materie prime si sta scaricando sui listini finali: il 34% delle aziende con difficoltà di approvvigionamento segnala un aumento dei prezzi di vendita, mentre il 30% dei tempi di consegna. Dal sondaggio di banca d'Italia emerge insomma un aumento delle incognite sulla ripresa economica. Sempre secondo il bollettino di Banca d'Italia, però, si tratterebbe di difficoltà temporanee.

Per Palazzo Koch le pressioni sui prezzi associate ai rincari delle materie prime e degli input intermedi "dovrebbero avere carattere temporaneo". Tra le motivazioni che spingono la banca centrale ad affermare ciò si annovera il mercato del lavoro. L'aumento dei prezzi non si sarebbe infatti ancora scaricato sugli stipendi, il che eviterebbe una potenziale spirale inflattiva: "Non vi sono finora segnali di amplificazione dovuti alla dinamica salariale, anche se non si può escludere che emergano in futuro". E ancora: "Al momento essa [la dinamica salariale, ndr] resta assai moderata anche a causa degli ampi margini di capacità produttiva inutilizzata". L'aumento del costo delle materie prime e, quindi, dei prezzi finali si scaricherebbe insomma in parte sui salari reali (con i nominali stazionari nonostante un aumento rilevante dell'inflazione) dato l'alto tasso di disoccupazione, che non facilita una dinamica espansiva dei salari.
Le ultime news
Oggi
Il Consiglio dei Ministri, nella seduta n. 49 del 3 dicembre, ha approvato un disegno di legge che introduce...
 
Venerdì 03/12
Sulla Gazzetta Ufficiale n. 285 del 30 novembre 2021 è stato pubblicato il Decreto che dà...
 
Giovedì 02/12
In tema di somministrazione con registrazione del consumo mediante l'impiego di apparecchiature meccaniche...
 
Mercoledì 01/12
Entrerà in vigore il 1 gennaio 2022 il regolamento per l'esercizio in forma societaria della professione...
 
Martedì 30/11
Con l'ordinanza n. 35581 del 19 novembre 2021 la Corte di Cassazione si è espressa in...
 
Lunedì 29/11
Con Comunicazione ai COA del 19 novembre il Consiglio Nazionale Forense fornisce un parere in merito...
 
Giovedì 25/11
La Corte di Cassazione, Sez. VI Civile, nella sentenza n. 33443 dell'11 novembre 2021 ha ribadito...
 
Martedì 23/11
Sul sito web della Corte costituzionale è disponibile la “Guida per l’utente all’utilizzo...
 
Martedì 23/11
Confisca diretta sul conto in banca pari al profitto del reato anche nell'ipotesi in cui l'indagato...
 
Giovedì 18/11
Sulla Gazzetta Ufficiale n. 91 del 16-11-2021 (serie speciale concorsi ed esami) è stato pubblicato...
 
Mercoledì 17/11
Il Consiglio nazionale forense si è espresso negativamente rispetto al contenuto della Legge di...
 
Martedì 16/11
La Ministra della Giustizia, Marta Cartabia, ha firmato il decreto ministeriale che indice la sessione...
 
altre notizie »
 

Studio Legale Associato Camussi

Via Roma, 48 - 29121 Piacenza (PC)

Tel: 0523-384131 - Fax: 0523-332032

Email: studiolegale.camussi@libero.it

P.IVA: 01590050330