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La croce dell'eterno indeciso è la paura di sbagliare

Mercoledì 14/07/2021

a cura di BDM ASSOCIATI Srl


La grande sfida per il professionista, come per l'imprenditore, è quella di dover continuamente prendere decisioni a fronte dell'incertezza e di informazioni non complete. Anche l'imprenditore che non decide sta, in realtà, "decidendo di non decidere", che è essa stessa una decisione. Ogni decisione, incluso il non decidere, ha delle conseguenze e a fare la differenza sono le decisioni "giuste" che si susseguono nel tempo. Con "decisioni giuste" intendo quelle caratterizzate da un mix di efficacia (riescono nel loro intento) rapidità (le lungaggini sono certe di arrecare danno) e facilità di implementazione (il minor investimento di risorse e sforzo per raggiungere un risultato). Tuttavia, è praticamente impossibile prendere la decisione giusta, o la decisione migliore in assoluto, per più volte consecutive.

Per esempio, è stata giusta la decisione di investire in uno stock che ha reso il 40% in un anno?
Sicuramente non è stata "sbagliata".
Tuttavia, avremmo potuto, con il senno di poi, investire una somma maggiore...  e questa sarebbe stata una decisione migliore.
Oppure avremmo potuto scegliere uno stock che ha reso il 1000%... Certamente sarebbe stato meglio... e così via.

La decisione perfetta è una chimera, forse a malapena sfiorabile con il senno di poi.
Tuttavia, il buon decisore è qualcuno che prende decisioni buone, le migliori possibili, nel corso del tempo. E questo è quanto basta per il successo.
Quindi togliamoci dalla testa l'esigenza del momento perfetto e della decisione perfetta, le cose si fanno al meglio quando vanno fatte e cioè il prima possibile. L'alternativa è vivere in uno stato di paralisi.

Prendere le decisioni rapidamente, che non equivale a dire in modo scellerato, ma piuttosto valutando attentamente le informazioni disponibili e facendolo con il ritmo di chi non ha tempo da perdere, è sempre e comunque la scelta corretta. Questo ci consente di verificare rapidamente se la decisione presa porta risultati soddisfacenti ed eventualmente, nel caso in cui così non fosse, potremmo passare all'alternativa o alla valutazione di altre soluzioni. A volte addirittura a rivalutare completamente il problema.

Certo questo processo ha un costo, ma vale la pena accettare preliminarmente che ci saranno degli errori sul nostro cammino di crescita d'impresa. Perché l'impresa è come la vita e solo chi non fa non sbaglia. Citando poi un altro cliché, e vi prometto che per questo articolo è l'ultimo, sbagliando si impara!

È veramente così, sbagliando si impara e si guadagnano storie da raccontare e preziose lezioni, spesso più significative del riscontro che si ha da vittorie troppo semplici e nelle quali magari sovrastimiamo il nostro contributo. L'errore è genuino e (purtroppo), sufficientemente concreto da rimanere con noi, si spera sotto forma di lezione. L'unico errore che dobbiamo davvero temere è quello che risulta critico.

In effetti su un errore critico potrebbe davvero giocarsi l'intero castello che siamo riusciti a costruire nel tempo.

Tra gli errori critici, mi sento di fare una menzione d'onore all'opposto dell'atteggiamento che rischia di farci fare degli errori: il non decidere e lo sperare che passi la tempesta. Mi riferisco all'immobilità, all'inerzia comportamentale, alla testardaggine spaventata di chi non vuole guardare in faccia la realtà e accettare a braccia aperte le nuove sfide che essa ci mette di fronte, pur essendo consapevole, suo malgrado, che non esistono alternative.

Questa è la situazione dei professionisti a capo di tanti studi e di tanti imprenditori che per mille motivi non sono nelle condizioni di adottare la giusta mentalità. E non lo dico con superficialità né con alcun tipo di piacere. Al contrario, questa è una delle poche cose capaci di rendermi triste ed il motivo è proprio che ne capisco profondamente e concretamente le difficoltà e comprendo alla perfezione anche i rischi e i "pesi" che ci si porta dietro.

Tuttavia, credo fortemente nel potere di cambiare e nel potere delle buone decisioni, della giusta mentalità, della formazione e delle persone competenti di cui potete certamente circondarvi o che potete aspirare a diventare, se di vostro interesse. Non intendo dire di diventare competenti in quello che già sapete fare, lo siete già, ma piuttosto in ciò che vi serve per fare lo scalino successivo.

È proprio in questo continuo apprendimento, nel lavoro su se stessi e nel circondarsi di persone capaci che si diventa sempre più bravi a prendere decisioni e a fare impresa.
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