Telefono e Fax
Tel: 0523-384131 Fax: 0523-332032

Rette RSA e Consiglio di Stato: illegittime le deroghe comunali all'Isee nazionale

Mercoledì 21/11/2018

a cura di ADUC - Associazione per i diritti degli utenti e consumatori


Con sentenza pubblicata il 13 novembre scorso (n. 6371/2018) il Consiglio di Stato* si è pronunciato sull'Isee nazionale e sui criteri comunali con cui in molte città d'Italia tutt'oggi si deroga alle norme vincolanti del Decreto Isee di cui al DPCM 159/2013 (tra i comuni in questione c'è Firenze).
E' accaduto ed accade che nei regolamenti preposti all'inserimento in struttura di anziani non autosufficienti e portatori di handicap grave, si appongano regole "aggiuntive" rispetto a quelle dell' ISEE, per selezionare la platea dei beneficiari delle prestazioni sociosanitarie.

Come noto, il Decreto Isee (DPCM 159/2013) ha posto fine ad una diatriba durata anni in cui i Tribunali di tutta Italia si sono interrogati sulla precettività o meno delle norme nazionali rispetto alle scelte di Regioni e Comuni, ed ha dichiarato l'ISEE un Livello Essenziale di Assistenza, e come tale inderogabile, almeno in peius, dagli Enti Locali e, in via di principio, anche dalle Regioni.
Come altresì noto, a seguito delle pronunce della Giustizia Amministrativa e della successiva novella di adeguamento ad esse, non è possibile computare nel calcolo della situazione economica gli emolumenti legati alla disabilità che non costituiscono "reddito" (quali indennità di accompagnamento, pensioni di invalidità e quant'altro). Ciò non di meno numerosi Comuni (tra cui anche Firenze), individuano una quota (una percentuale a volte, altre volte una somma giornaliera in più), da aggiungere dell'Isee residenziale o non residenziale. Quota che spesso, guardacaso, fa superare al beneficiario la soglia individuata dal proprio Comune competente, e gli pone ad esclusivo carico la quota sociale della retta di ricovero.

Di tal ché, se anche la norma nazionale VIETA di considerare dette percezioni alla stregua dei "redditi", di fatto (e nei regolamenti) esse vengono reintrodotte, con varie formule matematiche, "accanto" all'ISEE.
Caso accaduto anche nel giudizio in esame in un comune del nord Italia. La sentenza del Consiglio di Stato dichiara illegittima la previsione del regolamento in questione, ove si legge:
" Vale, inoltre, soggiungere, sotto diverso profilo, che, operando in tal modo [ossia aggiungendo una quota in più per i percettori di emolumenti assistenziali legati alla disabilità], viene nuovamente assegnato un improprio e discriminante rilievo selettivo alla percezione di emolumenti (id est pensione di invalidità ovvero indennità di accompagnamento) che, tanto in ragione delle mentovate sentenze di questo Consiglio, che per le successive modifiche normative, avrebbero dovuto esser considerati normativamente "protetti" e, dunque, con valenza neutra tanto ai fini dell'ISEE che, in via consequenziale, nella definizione delle capacità contributiva degli utenti..."



Ed ancora:
"Vale, innanzitutto, evidenziare, in apice, come non sia possibile accreditare in subiecta materia spazi di autonomia regolamentare in capo ai Comuni in distonia con i vincoli rinvenienti dalla sopra richiamata cornice normativa di riferimenti al punto da consentire - come qui avvenuto - la introduzione di ulteriori e derogatori rispetto a quelli che il legislatore riserva, dopo aver accordato preferenza all'indicatore ISEE in prima battuta, allo Stato e, in via integrativa, alla Regione."
Il che significa, ad esempio, nel caso di Firenze più volte segnalato, e negli altri numerosi casi toscani reclamati da Aduc anche al Difensore Civico, che, sono illegittime le previsioni dei regolamenti degli Enti (Comuni e Società della Salute) che, in aggiunta alle soglie ISEE calcolano la situazione economica del richiedente l'inserimento in RSA, aggiungendo somme dovute alla percezione delle indennità di accompagnamento da parte dei richiedenti. Chi si dovesse trovare in una ipotesi del genere, potrà chiedere il ricalcolo o impugnare l'atto di determina ed il presupposto regolamento.

* Si ringrazia l'Avv. Francesco trebeschi per la segnalazione.

di Claudia Moretti

Fonte: https://www.aduc.it
Le ultime news
Oggi
Il Consiglio di Amministrazione di Cassa Forense, nel corso della riunione del 28 maggio ha adottato,...
 
Oggi
La delibera di sospensione dall'esercizio della professione forense per mancato pagamento dei contributi...
 
Lunedì 01/06
Sul sito internet del Consiglio Nazionale Forense è stata pubblicata una scheda di approfondimento,...
 
Venerdì 29/05
Con Comunicato Stampa n.697 del 25 maggio 2020 la Giustizia Amministrativa ha informato che, a seguito...
 
Giovedì 28/05
E' stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 27 maggio 2020 il Decreto del Presidente del Consiglio...
 
Mercoledì 27/05
Con la Circolare n. 22 del 20 maggio 2020 l'Inail fornisce ulteriori istruzioni operative e chiarimenti...
 
Mercoledì 27/05
La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 97/2020 ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art...
 
Martedì 26/05
Dalla Newsletter del Garante Privacy n. 465 del 21 maggio 2020. Il Garante per la protezione dei dati...
 
Martedì 26/05
In tema di giudizi disciplinari nei confronti degli avvocati, le norme del codice deontologico forense...
 
Lunedì 25/05
L'Art. 135 del Decreto Rilancio, in tema di disposizioni in materia di giustizia tributaria e contributo...
 
Venerdì 22/05
Il termine di prescrizione triennale dell'azione per il riconoscimento delle prestazioni da infortunio...
 
Venerdì 22/05
Sul sito internet del Ministero della Giustizia è stato pubblicato il provvedimento contenente le disposizioni...
 
altre notizie »
 

Studio Legale Associato Camussi

Via Roma, 48 - 29121 Piacenza (PC)

Tel: 0523-384131 - Fax: 0523-332032

Email: studiolegale.camussi@libero.it

P.IVA: 01590050330